In un’atmosfera di calda condivisione e profonda emozione, il nostro decano Paolo Braggio ci ha regalato un momento di straordinari ricordi, ripercorrendo un cammino personale che si intreccia indissolubilmente con la storia del nostro sodalizio, fondato nel 1949.
L’ingresso di Paolo Braggio nel club risale al 1974, su invito dell’allora presidente, l’avvocato Falcioni. All’epoca trentacinquenne, fresco di laurea in giurisprudenza e con un passato da ufficiale degli Alpini, Paolo ha accolto la proposta nel segno della continuità con l’eredità morale paterna.
Da allora, il suo percorso si è sviluppato attraverso una fitta rete di incontri, scambi culturali e amicizie che hanno valicato i confini nazionali. Tra i momenti rievocati figurano i gemellaggi e i contatti con gli amici svizzeri e con i soci del prestigioso Royal and Ancient Golf Club of Saint Andrews. Nel corso della sua appassionata testimonianza, Braggio ha rievocato figure storiche e momenti iconici della vita associativa: dai bollettini goliardici e letterari d’altri tempi (come l’Ectoplasma) al ciclostilato Polio Plus, simbolo del grande impegno rotariano mondiale nella eradicazione della poliomielite.
Non sono mancate le rievocazioni di importanti progetti culturali e territoriali, come la catalogazione del tesoro della Parrocchia di Craveggia curata in collaborazione con la Diocesi di Novara, accanto alla passione per lo sport e la convivialità — dai tornei di tennis e golf fino al celebre Trofeo Sandonini, istituito per ricordare Pierluigi Sandonini e capace di unire per anni competizione e beneficenza.
Riflettendo sull’evoluzione del sodalizio, Braggio ha ricordato la sua presidenza nell’annata 1991-1992 e l’ingresso nel 2003 della prima donna presidente, Silvia Gamba, che ha inaugurato una fase di grande dinamismo. Oggi il club vanta ben diciassette presenze femminili, che arricchiscono la comunità rotariana con nuove competenze e sensibilità.
«Arrivato alla fine di questi ricordi, quello che mi resta soprattutto è la soddisfazione di aver vissuto per oltre cinquant’anni una bella esperienza rotariana», ha dichiarato Paolo con emozione. «Ho avuto la fortuna di conoscere tante persone, di stringere amicizie che sono andate ben oltre il Club e di vedere l’ingresso di nuovi soci — molti dei quali provenienti dall’esperienza del Rotaract — che portano nuove energie e idee al servizio del nostro territorio».
Testimonianze come questa rappresentano un ponte fondamentale tra passato e futuro, ricordandoci da dove veniamo e quali radici profonde guidano ogni giorno il nostro impegno “Servire al di sopra di ogni interesse”.
