Insieme per renderci utili alla comunità
 
L’Ossola e la Costituzione, una serata con Uberto Gandolfi

L’Ossola e la Costituzione, una serata con Uberto Gandolfi

La Repubblica dell’Ossola non fu solo un eroico episodio di resistenza, ma rappresentò il vero laboratorio politico dove vennero forgiati i valori fondamentali della nostra Costituzione. Durante l’ultima serata conviviale del Rotary Club Pallanza Stresa VCO, il socio Uberto Gandolfi — stimato docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Spezia di Domodossola e autore di saggi cruciali come “Ossola Repubblica dimenticata” — ci ha guidato in una riflessione profonda su questa eredità straordinaria. Nella sua relazione, intitolata “La sala storica della Resistenza di Domodossola: culla della Costituzione e del federalismo”, Gandolfi ha illustrato come i “40 giorni di libertà” del 1944 abbiano anticipato e nutrito la nascita della Repubblica Italiana.

Il legame tra il nostro territorio e la nazione è personificato da figure di altissimo profilo, a partire da Umberto Terracini, che fu Segretario generale della Giunta in Ossola prima di diventare Presidente dell’Assemblea Costituente. Fu proprio in quella breve ma intensa stagione amministrativa che principi come il pluralismo, l’autonomia finanziaria e la leadership intesa come responsabilità verso la comunità trovarono una prima, concreta applicazione. Questa transizione ha permesso di trasformare le intuizioni nate tra le nostre montagne in norme scritte per tutti gli italiani, garantendo dignità alla nazione intera in un momento di profonda crisi.

Un passaggio centrale della serata è stato il parallelismo tra l’etica dell’azione ossolana e i valori rotariani. Il principio del “servire al di sopra di ogni interesse personale” ha trovato un riscontro storico nell’impegno di una classe dirigente d’eccellenza che comprendeva figure del calibro di Ezio Vigorelli, futuro Ministro del Lavoro e promotore dei diritti sociali, e Gisella Floreanini, prima donna a ricoprire un incarico ministeriale in Italia proprio durante l’esperienza ossolana. Accanto a loro, il relatore ha ricordato l’apporto di altri grandi costituenti come Cipriano Facchinetti, Piero Malvestiti, Gigino Battisti, Ettore Tibaldi e Natale Menotti, tutti legati a quella straordinaria stagione di democrazia vissuta dall’Ossola alla guida della Repubblica Italiana.

La narrazione ha toccato anche corde personali molto intense quando Uberto ha ricordato lo sceneggiato RAI “40 giorni di libertà”, nel quale lui e la sorella parteciparono come attori, testimoniando un legame familiare che si fonde con la memoria collettiva. In chiusura, è emerso un monito sulla necessità di non dimenticare l’eccellenza umana e politica che questo territorio alpino di confine ha saputo esprimere. La Sala Storica della Resistenza di Domodossola non deve essere considerata un semplice archivio del passato, ma una bussola civile attuale che ci esorta a valorizzare le specificità territoriali e a difendere i principi di sussidiarietà e partecipazione nati in quei giorni di libertà.